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Sul Terremoto in Italia centrale

Un pensiero del vicepresidente di AiFOS Protezione Civile, Celso Vassalini

 

Ma la madre terra eppur si muove per esprimere un dubbio o un'intima certezza che resiste a tutte le rassicurazioni. La grande dignità di quei magnifici sindaci. Tutti uniti per soccorrere quei borghi meravigliosi, arroccati tra le rocce di colline o di un monte.

Vedi questi frazioni, paesini appollaiati uniti da strette stradine spesso in cima ad degli avvalli come per proteggersi dal tempo o da altri naturali inesorabili movimenti della madre natura. l'Italia è costellata di borghi in via d'estinzione. Sono paesi che vanno scomparendo, abbandonati da secoli perché afflitti da terremoti, carestie o semplicemente dal richiamo della vita di città. Vivono sospesi nel tempo, abitati da poche anime ma pieni di fascino, storia di donne e uomini che hanno fatto grande il nostro Paese e arte-memoria.

Si scava a mani nude. I soccorsi sono stati celeri. Decine e decine di donatori di sangue. L'ospedale De Lellis di Rieti mobilitato. Una tragedia immane, ma l'Italia si rimbocca le maniche. Ancora una volta si resta ammirati da questa Italia profonda, antica, severa, che lotta contro un nemico senza preavviso che si chiama nostra madre terra. Quando la Natura, il pianeta terra, diventa assassina per il suo continuo naturale movimento, come il 24 agosto alle 3.33. Il pianeta terra nel suo continuo naturale inarrestabile movimento ha colpito per l’ennesima volta il centro dell’Italia.

Quelle zone che non sono famose mete turistiche da hotel a 5 stelle, che non fanno parlare a vanvera di sé, i cui abitanti sono italiani forti, laboriosi, magari testardi ma umanissimi, sono zone dove si va poco ma sono davvero belle, dignitose, sagge. Come vedemmo gli splendidi aquilani con le mani nella tragedia, stiamo ammirando in queste ore terribili quelle bellissime persone che sono i sindaci di quei borghi disperati ma dignitosi, scioccati ma in prima fila a combattere, a organizzare, a informare. La grande dignità di quei magnifici sindaci: bisogna essere con loro. Hanno visto i loro borghi crollare, la loro gente soffrire. Uomini veri. Quando il sindaco di Amatrice dice “Amatrice non c’è più” mentre continua a darsi da fare per salvare il salvabile, beh, non può non commuovere.

Anche Papa Francesco si è commosso a sentire il sindaco di Amatrice dire ‘il paese non c’è più’ e sapere che tra i morti ci sono anche i bambini lo ha commosso. La loro guerra non è che all’inizio, purtroppo ma lo Stato è presente, e che tutto il Paese è reattivo. I sindaci, i Governatori delle Regioni colpite sono alla guida di un movimento unitario per salvare le persone, oggi, e per ricostruire, domani. Ricostruire presto, come ha detto il Presidente primo Cittadino del nostro Paese Sergio Mattarella. Questa antica Italia arrampicata sui monti lo merita. Il pensiero va alle famiglie delle vittime e di chi ha perso tutto. Siamo vicini agli uomini del soccorso, ai volontari, agli amministratori.

 

Celso Vassalini
Vice presidente AiFOS Protezione Civile

 

      

 

 

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