PROGETTO PAPILLON




PROGETTO PAPILLON


1.   Premessa

Nell'ambito delle emergenze/urgenze derivanti da calamità naturali o sociali una delle maggiori difficoltà è quella di reperire personale adeguatamente istruito (addestrato) ed in possesso dei titoli per poter operare sui mezzi di soccorso di base. Partendo da tale considerazione, siamo convinti che l'addestramento di alcuni giovani (opportunamente selezionati) che stiano scontando una pena detentiva sarebbe una valida soluzione a questa mancanza.

Il progetto, se realizzato, potrebbe ridurre le difficoltà che oggi riscontriamo nel reperimento di tali competenze che ad oggi risultano essere presenti quasi "esclusivamente" nel mondo del volontariato, con i limiti ed i vincoli che il volontariato stesso reca ineluttabilmente con sé.

Fino a pochi anni or sono era la presenza degli "obiettori" che colmava tale lacuna a livello di personale. Con l'abolizione della leva obbligatoria queste figure sono ormai un ricordo.

Molti obiettori al termine del periodo di "ferma" hanno continuato il servizio attivo. Questo progetto si prefigge, come uno dei suoi obiettivi principali, lo stesso principio ma, in questo caso, creando una occasione per le istituzioni ed una in più per eventuali e futuri ex detenuti che potranno essere "professionalizzati" tramite questa iniziativa.

2.   Il perché del progetto

Se obiettivo della pena è anche (e non solo) il recupero sociale del detenuto non vediamo ad oggi controindicazioni per lo sviluppo e l'attuazione del progetto che si propone.

Voler formare dei detenuti ad una professione che possa essere di “soccorso sociale” e quindi  tanto nobile, può essere considerato sintomo da parte delle istituzioni di una particolare sensibilità nei loro confronti ed anche manifestazione della volontà di affrontare e risolvere il problema di quello che sarà il futuro di queste persone che hanno precedentemente sbagliato ma che, se ben indirizzate e controllate, potranno reinserirsi a pieno titolo e dignitosamente nella società attraverso l'apprendimento di una professione che tutti i giorni porta al contatto con la sofferenza e che può essere di insegnamento per queste persone.

Contemporaneamente l'amministrazione pubblica non può non tenere conto di altri aspetti molto favorevoli di questo progetto:

  1. la formazione di queste persone non ha bisogno di tempi strettissimi (come potrebbe essere per le persone volontarie che entrano in ONLUS);
  2. il progetto prevede che ci siano dei percorsi formativi ben individuati e precisi ai quali attenersi;
  3. il beneficio che la realizzazione di tale progetto si riverserà sui cittadini sotto forma di servizi a valore aggiunto (n. di ambulanzetempi di interventoalleggerimento di costi sociali per l'amministrazione);
  4. le stesse associazioni di volontariato si offrirebbero come cointeressati al progetto essendone parte attiva da un lato e parte beneficiaria da un altro. Si pensa agli istruttori che potrebbero formare i detenuti, e al fatto che i possibili e futuri collaboratori delle organizzazioni onlus (terminato il periodo detentivo) aumenterebbero di numero, con i benefici pratici di poter contare su personale già formato e operativo.

3.   Obiettivi del progetto

  1. principale: fornire a giovani detenuti un'occasione di reinserimento nella società;
  2. derivato: migliorare il servizio di emergenzaurgenza sul territorio;
  3. conseguente: abbassamento dei costi per le amministrazioni eo i cittadini;

 

 

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