Volontari di protezione civile, focus dei Consulenti del lavoro

In una circolare della Fondazione Studi le regole applicabili ai casi concreti per la fruizione dei permessi da parte dei lavoratori

I lavoratori operanti nelle organizzazioni della protezione civile in qualità di volontari possono chiedere al proprio datore di lavoro (pubblico e privato) di assentarsi dal lavoro per l’espletamento delle attività di soccorso e di assistenza in occasione di calamità naturali o catastrofi nonché per le attività di addestramento e simulazione, pianificate dall’Agenzia Nazionale per la Protezione civile o dalle altre strutture operative istituzionali di protezione civile (DPR 194/2001).

Lo scrive la Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro nella Circolare n.12, all'interno della quale vengono esaminati diritti e doveri dei volontari impegnati in attività di Protezione Civile e di Soccorso Alpino.

Inoltre, i lavoratori appartenenti ad organizzazione di volontariato hanno diritto - compatibilmente con le esigenze organizzative aziendali - di fruire di un regime di orario di lavoro concordato nell’ambito di una distribuzione flessibile degli orari (art. 17 L. 266/91).
Tale disciplina non si applica a che svolge attività di volontariato in modo occasionale, ma solo a chi l’esercita nell’ambito delle associazioni di volontariato.

Per approfondire l'argomento è possibile scaricare in formato pdf la Circolare n.12 della Fondazione Studi del Consiglio nazionale dei Consulenti del Lavoro.


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